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A DOMANDA RISPOSTA

Questa sezione interattiva evolve con il contributo dei Visitatori; vi invitiamo a porci quesiti inviando una e-mail all'indirizzo info@bentoflex.com.  

Cosa succede se la bentonite essica?

Come agire quando vi sia presenza salina nell'acqua?

In combinazione con Bentoflex devono essere effettuate opere di drenaggio?

Il composito Bentoflex può essere forato per il passaggio di ferri?

E' possibile ritagliare, sagomare il materassino Bentoflex?

Come garantire la sicurezza nei sormonti?

Il composito prevede l'utilizzo di colle?

Come si ottiene l'adesione bentonite/calcestruzzo?

Cos'è la Montmorillonite?

Tutte le bentoniti espandono?

E' indispensabile applicare la cappa dopo aver steso Bentoflex sulla platea?

L'utilizzo di Bentoflex favorisce i ponti termici?

Quali avvertenze si devono usare nel reinterro?

Cosa dimostra il test sullo spellamento?

Comportamento in presenza di pressione idrica elevata

La cimosa aumenta l'area di sormonto tra i teli?

Come viene attuato il controllo di qualità?

La qualità dell'acqua interferisce sulle capacità impermeabilizzanti di Bentoflex?

Perchè impermeabilizzare le strutture interrate con bentonite in luogo delle membrane bituminose?

L'impermeabilizzazione bentonitica è una nuova tecnologia?

 

 

 

Cosa succede se la bentonite essica?

La bentonite in natura contiene il 30% di umidità (in alcuni casi citato il 50%).  Nel telo contiene tra il 10 e il 15% e quando in opera ritorna al 30 o 50%.  Quando raggiunge il 15% di umidità diventa collosa.
Per togliere il 10% di umidità sono necessarie 2 ore a 110 °C.

Come agire quando vi sia presenza salina nell'acqua?

La forte capacità della bentonite di sodio o sodica, di attrarre le molecole di acqua può venire in parte disattivata quando la bentonite viene a contatto di soluzioni di sali solubili.  Il meccanismo chimico fisico di tale processo di disattivazione consiste nella parziale saturazione delle cariche elettropositive del sodio con ioni elettronegativi sciolti anzichè con le molecole di acqua.  Tale processo può venire in parte neutralizzato dalla preidratazione della bentonite con acqua pura.

In combinazione con Bentoflex devono essere effettuate opere di drenaggio?

Assolutamente no. Prima del reinterro è sufficiente applicare un geotessile nontessuto a protezione del composito bentonitico.

Il composito Bentoflex può essere forato per il passaggio di ferri?

Può essere perforato per l'area strettamente necessaria, avendo cura di sigillare l'area confinante con Bentonite sfusa oppure con ritagli di Bentoflex.

E' possibile ritagliare, sagomare il materassino Bentoflex?

Può essere tagliato e sagomato utilizzando un cutter con lame ben affilate, avendo cura di operare su una superficie perfettamente piana. Per evitare eccessive fuoriuscite di bentonite si consiglia di inumidire i lembi tagliati prima di separarli.

Come garantire la sicurezza nei sormonti?

Grazie alla speciale cimosa brevettata durante la movimentazione non si ha fuoriuscita di bentonite per cui è sufficiente il sormonto di 10 cm. compresa la cimosa per ottenere una corretta sigillatura tra i teli.  A guidare l'operazione sono stati stampati dei riferimenti longitudinali su entrambe le cimose.

Il composito prevede l'utilizzo di colle?

Non sono presenti colle.  La stabilità della bentonite è garantita da un coesionamento meccanico per agugliatura che utilizza le fibre dell'armatura centrale.

Come si ottiene l'adesione bentonite/calcestruzzo?

Lo strato di contenimento si degrada liberando la bentonite che si aggrappa al cls.

Cos'è la Montmorillonite?

E' un minerale appartenente al gruppo dei filosilicati, tra i componenti principali della bentonite.  Una bentonite di buona qualità ne deve contenere almeno l'80%.  Il nome deriva dalla località di Montmorrillon Francia.

Tutte le bentoniti espandono?

No. Ed inoltre tra quelle che espandono, quella di sodio è l’unica che espande sino a sedici volte il suo volume iniziale.

E' indispensabile applicare la cappa dopo aver steso Bentoflex sulla platea?

Effettivamente potrebbe anche essere evitata ma, nelle condizioni di lavoro nei cantieri è consigliabile in quanto a lavorare sono presenti varie squadre che si preoccupano del loro senza preoccuparsi del lavoro degli altri, il ferro lo fanno i ferraioli, il getto il cementista e così via ed inoltre va anche detto che al capo cantiere premono in via prioritaria i tempi.
Ne deriva che se non si vuole mettere a repentaglio il proprio lavoro a causa della leggerezza di altri, è opportuno che la formazione della cappetta avvenga man mano che si ricopre la superficie con Bentoflex in modo da controllare la qualità del getto, anche se può sembrare una perdita di tempo ed un maggior costo.
Una posatore mentre posa  ha due persone che lo seguono ed armano e fanno la cappetta in modo che quando lascia il cantiere l’impermeabilizzazione è protetta. Ciò non esclude che possa essere ulteriormente danneggiata per qualcuno che mette ferri a sproposito ma il rischio si riduce all’eccezionalità.

L'utilizzo di Bentoflex favorisce i ponti termici?

Non si creano ponti termici.  Bentoflex serve a mantenere la struttura asciutta e la caratteristica è quella di ancorarsi al cls senza creare vuoti.

Quali avvertenze si devono usare nel reinterro?

Poiché normalmente è previsto che attorno al perimetro della costruzione vi sia un marciapiede, il reinterro deve essere ben compattato al fine di evitare vuoti che sono la causa di cedimenti, per cui si consiglia di usare terra buona (possibilmente vegetale). Per una migliore protezione dell'impermeabilizzazione si consiglia di utilizzare un geotessile prima del compattamento.

Cosa dimostra il test sullo spellamento?

Non è un fattore che possa determinare garanzia per la mancata trasmigrazione tra calcestruzzo ed impermeabilizzazione in quanto ciò che garantisce è che la bentonite vada a contatto con il cls. Basti pensare a cosa succede alla suola delle nostre scarpe quando transitiamo su un terreno argilloso, l’argilla si appiccica alla suola e facciamo fatica a camminare ed inoltre per asportarla non è sufficiente un getto d’acqua.

Comportamento in presenza di pressione idrica elevata

In via generale si può dire che è un elemento positivo in quanto la maggiore compressione aumenta l’impermeabilità. Il fattore k ovvero il coefficiente di permeabilità viene determinato in base alla pressione e allo spessore del composito per cui a parità di impermeabilità a -1 metro e -10 metri si ha un passaggio di acque superiore che in questo caso si compensa per il migliore confinamento.
Ad esempio, in presenza di fessurazione del cls, a un metro sigilla una fessurazione di tre millimetri mentre a dieci metri ne sigilla una di due millimetri. Va comunque detto che se si verifica una fessurazione di due millimetri, significa che la colpa va imputata alla struttura essendo in presenza di crac strutturale.
Se cerchiamo di far passare del materiale denso attraverso una tubo abbiamo delle serie difficoltà ma se esercitiamo una pressione questo passa con facilità.

La cimosa aumenta l'area di sormonto tra i teli?

Assolutamente no! Anzi Bentoflex consente di ridurla in quanto la cimosa garantisce la presenza di bentonite all’interno del composito anche  e soprattutto in prossimità dell’area di sovrapposizione.

Come viene attuato il controllo qualità?

Il controllo qualità prevede una serie di controlli atti a garantire le performance dei compositi impermeabilizzanti Bentoflex che consistono in:
bulletCorrispondenza qualitativa delle materie prime alle specifiche del prodotto;
bulletControlli in linea durante la formazione dei compositi Bentoflex;
bulletTest di rispondenza qualitativa per ogni lotto di produzione;
bulletSistema di tracciabilità per poter effettuare verifiche anche a distanza.
Le materie prime vengono immesse previa verifica delle rispondenze qualitative omologate, durante la produzione sono costantemente controllati alcuni parametri quali ad esempio la qualità di bentonite immessa nel composito ed il coesionamento meccanico di agugliatura. Successivamente, per ogni lotto di produzione vengono eseguite prove di comportamento in uso attraverso appositi test di laboratorio.
 

La qualità dell'acqua interferisce sulle capacità impermeabilizzanti di Bentoflex?

Qualora in presenza di acque a prevalenza salina o calcica, come pure l’eventuale presenza di residui inquinanti, si devono usare particolari accorgimenti per neutralizzare eventuali elementi che potrebbero mettere a rischio la qualità dell’impermeabilizzazione. Il nostro laboratorio è a disposizione per eventuali analisi che fossero richieste e per fornire le indicazioni necessarie per il buon esito dell’opera di impermeabilizzazione.
 

Perchè impermeabilizzare le strutture interrate con bentonite in luogo delle membrane bituminose?

Basti ricordare che in natura la bentonite esiste da qualche milione di anni e gli argilloidi, di cui la bentonite fa parte, hanno costituito il sistema di impermeabilizzazione di vari siti, anche in costruzioni primitive.  Le membrane bituminose contrariamente hanno una durata limitata nel tempo e perdono la loro efficacia dopo alcuni anni e comunque, anche quando dovesse durare 15/20 anni (i produttori ne garantiscono 10), si tratta di un tempo inferiore alla durata del manufatto che dovrebbe proteggere.  Secondariamente un composito bentonitico si considera autosigillante mentre una membrana bituminosa quando forata, non si ripristina facilmente se non a costi spropositati.

L'impermeabilizzazione bentonitica è una nuova tecnologia?

In un certo senso la risposta è affermativa in quanto oggi si può impermeabilizzare con una tecnica antica con un sistema adatto ai tempi nostri ed al modo di costruire oggi.
 

Bentoflex si può considerare un prodotto per bioedilizia?

Se intendiamo materiali naturali e non inquinanti Bentoflex è un prodotto per bioedilizia.  Se intendiamo che protegge dalle infiltrazioni di acqua ed umidità gli ambienti interni confinanti si conferma un prodotto per bioedilizia.
 

 

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Ultimo aggiornamento: 01-12-06